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15 settembre 2008

Proroga della mostra


In un periodo pieno di sofferenze e malumori cerco, nel mio piccolo, di diffondere un "diciamolo col cuore".
Amore genera amore, l'amore non conosce distinzione di razza, colore di pelle, religione e politica, o almeno non dovrebbe.
E' una mostra di 15 quadri di piccolo formato in acquarello e tempera, 15x15cm con l'icona del cuore come leit-motiv.

CUORI IN SERIE di Stefano Iatosti

"La figurazione di matrice pop cita, combina e rielabora le icone immediatamente riconoscibili della cultura visuale contemporanea con preferenza per quelle provenienti dalla pubblicità e dai mass media. I cuori stilizzati di Monica Palermo, artista romana, appartengono senza dubbio al novero delle figure a tutti comprensibili. Su questo tema inflazionato sfidando la leziosità e il già visto, l’artista compie interventi al tempo stesso gestuali e concettuali. Realizza in tal modo variazioni in un ambito rigorosamente bidimensionale, in cui il grafismo è abbinato a cromie accese, di forte impatto seguendo una cifra oscillante fra la partecipazione emotiva e il distacco ironico, evidenziato nei titoli. Il segno semplificato non esclude una componente calligrafica, evidente in alcune delle interpretazioni. L’icona rimanda inevitabilmente al suo contenuto segnaletico e simbolico, proprio in quanto il simbolo scelto è tanto ovvio quanto universale. L’artista assume il cuore stilizzato come un dato di partenza dai connotati ambivalenti, un segno che maschera e rivela, icona del kitsch e schermo delle pulsioni profonde, che nella forma elementare, primordiale trovano voce, espressione, carattere. L’indagine si mostra per quello che è; non semplice espediente, facile richiamo, ma veicolo di contenuti ai limiti della coscienza, meccanismo regressivo e liberatorio, discorso prelogico che arriva dritto al cuore di chi osserva."

Mostra: amore genera amore
Dove: libri&bar Pallotta
Data: fino al 30 settembre 2008
Indirizzo: piazzale Ponte Milvio, Roma
Provincia: Roma
Orario di apertura: dalla mattina fino alle 23,00 (mercoledi chiude alle 20,00)

Links utili per visionare i quadri e le fotografie di Monica Palermo

04 luglio 2008

Intervista di Stefano Iatosti

Stefano Iatosti intervista l'artista Monica Palermo

Credi che nella tua arte sia più importante la meditazione o l’immediatezza?
Nell’immediatezza c’è molta meditazione. Ma in genere è dopo aver realizzato la mia opera, che mi fermo a meditare.

Pensi di recuperare qualcosa della libertà infantile dipingendo?
La pittura mette a contatto con le emozioni più profonde e non ci sono emozioni più profonde di quelle infantili. In ognuno di noi c’è il desiderio di liberarsi dagli schemi e dalle costrizioni dell’età adulta. L’arte offre una possibilità di realizzare il desiderio, sia pure in un tempo limitato.

Ritieni la tua pittura astratta come la musica?
Non ho mai considerato la musica una forma di astrazione. Credo che tanto la pittura che la musica possano suscitare emozioni indipendentemente dal significato che assegniamo loro.

Ti trovi più a tuo agio nell’ordine o nel caos?
Penso che non possano esistere l’ordine senza il caos e viceversa. Il caos è la premessa della creazione perché la mente è libera di spaziare, ma dopo il caos arriva il momento di mettere ordine. Personalmente mi trovo a mio agio tanto nell’ordine che nel caos. Quello che appare come caos dall’esterno può nascondere un ordine interno più saldo, così come l’apparenza dell’ordine più asettico dissimula un caos interiore che si cerca inutilmente di tenere a freno.

La tua scelta del cuore come simbolo può essere riferita a una necessità di dare amore?

Non credo che il cuore abbia qualcosa a che vedere con l’amore. Piuttosto mi rappresenta.

Il tuo cuore è tanto grande da moltiplicarsi o la tua è una visione ironica dell’amore attraverso il suo simbolo?
Sento il bisogno di moltiplicarmi in tutte le forme e cerco di trasmettere, se non amore, serenità e allegria a chi guarda i miei cuori. Non c’è ricompensa più grande del leggere la gioia negli occhi di chi osserva un mio quadro.

Il caos che rappresenti è un’immagine di quello che vedi fuori di te o che senti in te?
Sono circondata dal caos, per le strade e nei sentimenti che provo. Il caos è dentro di me e cerco di liberarmene attraverso le mie forme e i miei colori o piuttosto di dargli un senso, di trasformarlo in un percorso.

La tua è una ricerca a ritroso, un ritorno alle origini, al grado zero della comunicazione? Una sorta di archeologia emotiva?
Prima di dipingere cerco di uscire da me stessa, per quanto è possibile, per entrare nella tela senza vincoli né pregiudizi. Nei miei quadri prevale il senso del gioco infantile, l’istinto del bambino libero da rimproveri e divieti.

Nel caos del mondo, la sola via è l’amore dell’arte o l’arte dell’amore?
Nel caos del mondo serve l’arte dell’amore, che per me si trasforma spontaneamente in amore per l’arte, il mezzo attraverso il quale cerco di esprimere questo amore. Forse solo i bambini sanno qualcosa dell’amore, perché amano a prescindere del giudizio altrui, seguendo il loro istinto e il desiderio di conoscere.