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11 dicembre 2013

I Celerini, una divisa indossata con onore, rispetto e professionalità

11-12-13, Roma - Piazza Montecitorio, si attende il voto di fiducia del Parlamento. Doveva essere il giorno della grande rivoluzione, quella che avrebbe cambiato l’Italia. Forse è solo l’inizio. A manifestare erano presenti alcune centinaia di persone. Le piazze intorno alla Camera e al Senato erano blindate. Ogni tanto qualche politico si affacciava tra i manifestanti per aggiornarli di ciò che stava accadendo all’interno della Camera. Ogni tanto qualche manifestante, in modo assolutamente pacifico, esprimeva liberamente la sua opinione. Striscioni di protesta e Tricolore coloravano la piazza. La maggior parte dei manifestanti, come da consiglio che girava in questi giorni sui social network, era seduta per terra per non dar adito a nulla che potesse essere malinterpretato. A separare i manifestanti dalla piazza blindata ci stava un cordone formato dagli uomini dei Reparti Mobili della Polizia di Stato, i cosiddetti Celerini, che come da prassi erano rigorosamente senza caschi, non ce ne stava il motivo.


Ho assistito alla manifestazione per parecchie ore e la mia attenzione è andata proprio agli uomini in blu, oggetto di più controversie nei giorni passati. Ho avuto modo di osservare il loro lavoro, la loro professionalità, il loro modo di porsi, come trattavano con le persone, il loro modo di esseresuper partes, sia che erano politici a parlare che manifestanti, e così è giusto che sia. Sono uomini, esseri umani, hanno idee e ideali anche loro, malcontenti o meno, ma ciò non intacca il rispetto per la divisa che indossano. Spesse volte gli si manca di rispetto anche semplicemente nel chiedere un’informazione, senza far precedere la richiesta da un buongiorno, buonasera, allo stesso modo di chi entra in un bar esordendo con “un caffe” senza un saluto e un perfavore. I Celerini tutelano l’ordine pubblico, tutelano la nostra incolumità, ma non si fermano li, vanno oltre. Sanno ascoltare con comprensione chi si avvicina a loro espondendo un problema, sono attenti osservatori, stanno a riposo senza abbassare mai la guardia, sono bravi psicologi, e tutto cio senza farsi coinvolgere e sempre con un alto livello di attenzione. Devono essere pronti a tutto, fa parte del loro lavoro.

25 settembre 2013

Poliziotti in mutande, cosi si identificano in un manifesto


Circa 400 poliziotti, provenienti per la maggior parte dal centro e dal sud Italia, hanno manifestato, pacificamente in Piazza del Viminale, di fronte alla sede del Ministero degli Interni. I Sindacati presenti erano il CONSAP (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia), l'ADP (Autonomi di Polizia) e A.S.P.I.L. (Associazione Sindacale Poliziotti Indignati e Liberi. I poliziotti sono scesi in piazza anche per le legittime rivendicazioni a proposito degli stipendi bloccati, degli straordinari non pagati, e per una revisione delle pensioni.







Come simbolo della manifestazione hanno usato una bara. Cosi è stata la spiegazione di un appartenente al Movimento Poliziotti, "la bara è stata scelta perché si cerca di far capire che, per come stanno le cose, la sicurezza è morta in Italia". Giorgio Innocenzi, Segretario Generale del CONSAP, si è dimostrato soddisfatto dell'esito della manifestazione, verranno a convocati dal Ministro degli Interni per affrontare il discorso dello sblocco del contratto della categoria. Monica Palermo